La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

(Testo e foto di Gian Carlo Cappello. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione)

In Coltivazione Elementare si usa la pacciamatura di fieno, ovvero lo sfalcio di prato perenne. Il fieno deve essere il più possibile secco al momento del taglio.

Dove posso reperire il fieno?

La condizione migliore è avere o trovare un campo di prato perenne da sfalciare. Se così non fosse informati presso maneggi o allevatori di zona: troverai sempre qualche balla scartata non più idonea al consumo per gli animali. In genere se ne liberano volentieri gratuitamente. Oppure puoi comprare rotoballe o presse.

Il fieno per la pacciamatura può andare bene anche se è un po’ ammuffito? Posso metterlo lo stesso nell’orto o rischia di far ammalare le piantine?

Si può usare il fieno ammuffito senza controindicazioni, avendo cura di sprimacciare bene le parti eventualmente compattate.

Se il fieno si bagna, causa pioggia, può essere poi utilizzato?

Sì, l’importante è che lo strato sia di 20 cm sul campo.

Se il fieno fa cattivo odore posso comunque utilizzarlo?

Il fieno normalmente emana un buon profumo di sottobosco grazie alla presenza di geosmina (da geo, “terra”, e ὀσμή, “odore”). Se invece emana cattivo odore significa che è stato sottoposto ad un ristagno di umidità, quindi andrà solo arieggiato prima della posa in opera come pacciamatura.

Mi hanno regalato del fieno che ha molti forasacchi. Va bene?

I forasacchi fanno parte della biodiversità.

Quando va sfalciato il fieno?

Una o due volte all’anno, a seconda di dove abiti. Va sfalciato sempre quando l’erba è già seccata nel campo. L’ideale per l’orto è un fieno bello fibroso, quindi tagliato dopo che l’erba è andata a seme, almeno in buona percentuale sul totale delle varietà presenti nel prato.

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

Foto di Giuseppe Arrigo

Mi è stato detto che gli agricoltori fanno due tagli, uno a maggio e un altro a giugno-luglio. Ma quando tagliano l’erba a maggio non può essere secca, la seccano dopo il taglio. Puoi darmi un chiarimento?

Dipende dalla zona in cui abiti: nel centro sud a maggio il prato è andato sufficientemente a seme da poter essere sfalciato e sistemato come pacciamatura, mentre nel nord è meglio valutarlo volta per volta.

Perché è importante che nel fieno ci siano semi?

Il fieno porta con sé semi utili per l’arricchimento della fitocenosi ed è ricco di fibre erbacee, adatte a costituire il miglior terreno per le coltivazioni ortive.
Il Capitolo 6 del libro “La Civiltà dell’Orto. La Coltivazione Elementare” è esaustivo sull’argomento.

Come si conserva il fieno?

Io lo conservo in covoni: lo appoggio su un pancale che lo mantenga sollevato almeno 10 cm dalla terra.
Puoi piantare un palo al centro del covone e appoggiare ad esso il fieno usando il forcone. Non importa coprirlo.
Le rotoballe devono essere appoggiate su un pancale con le superfici piane perpendicolari al terreno per evitare che la pioggia le penetri.
Le presse invece è meglio metterle al riparo.

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

La corretta conservazione del fieno

 

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

La corretta conservazione delle rotoballe

 

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

 

Quando il fieno si presenta con filamenti lunghi, come si fa ad accostarlo agevolmente al colletto della piantina?

Sbriciolandolo e spezzandone le fibre tra le mani solo per ciò che concerne la parte che tocca il colletto della piantina.

Si può usare la paglia come pacciamatura?

La paglia è “l’insieme di steli secchi del grano o di altri cereali, già mietuti e battuti” (Treccani). Dato che i cereali sono monocolture la paglia contiene un numero limitato di tipologie di fibre e di semi.
Il fieno invece è lo sfalcio di un prato perenne dove le fibre sono estremamente differenziate per la compresenza di tante varietà di erbe. Il fieno porta inoltre una gradita moltitudine di semi. Il miglior fieno è quello locale perché decomponendosi viene immediatamente “riconosciuto” e riassorbito dalla terra sottostante.
Il Capitolo 6 del libro “La Civiltà dell’Orto. La Coltivazione Elementare” è esaustivo sull’argomento.

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

Differenza tra fieno e paglia

 

Posso mettere in pratica la Coltivazione Elementare senza la pacciamatura?

Senza pacciamatura manca un elemento fondamentale per procedere con la Coltivazione Elementare.

Quanto deve essere alto lo strato di pacciamatura?

20 cm al momento della stesura.

E’ meglio sfalciare un prato di erbe selvatiche o sfalciare un prato su cui ogni anno o quasi si sparga un mix di semi comprendenti varietà diverse, dal trifoglio al favino, ad esempio? E’ necessario fare la presemina?

La percentuale di presenza tra le varie famiglie di erbe spontanee nel campo deve essere decisa dalla Natura senza il nostro intervento poiché il campo sfalciato dopo che l’erba è andata a seme tende a saturarsi della massima biodiversità specifica possibile e le leguminose che si presentano spontaneamente, come la veccia, il trifoglio o i piselli selvatici, sono quelle necessarie.

Posso mettere solo foglie secche per la pacciamatura?

Le foglie non sono la pacciamatura più adatta per l’Orto Elementare, ma se proprio non trovi il fieno (che è la pacciamatura migliore) puoi cominciare con uno strato di una decina di centimetri di foglie secche, meglio se tritate. Per i prossimi ripristini della pacciamatura cerca di procurarti del fieno.
Se hai modo di utilizzare fieno ben secco godrai dei vantaggi di un terreno che si configura più ad hoc per le coltivazioni erbacee, quali sono quelle dell’orto, mentre il risultato dello strato di foglie è più adatto alle piante legnose. Se disponi di entrambi i materiali puoi mescolarli o disporli a strati, come ti viene più comodo.

Posso utilizzare anche aghi di conifere, foglie di noce e di castagno come pacciamatura? Non si rischia di rendere acido il terreno?

La miglior pacciamatura è realizzata con erba secca, cioè fieno di prato perenne, ma se non riesci a trovarne abbastanza puoi mescolare anche un 30% del materiale che hai a disposizione. In tale limitata quantità non ho riscontrato, nella mia esperienza, alcuna controindicazione. Lo spessore della pacciamatura resta comunque di 20 cm.
L’effetto di acidificazione o meno da parte di qualsiasi tipo di foglie dipende dall’interramento. Se le appoggi sul terreno non lavorato o su altra pacciamatura di fieno le foglie vengono attaccate dalla vita di superficie e al terreno arrivano solo sostanze di base come la lignina, la cheratina, la suberina etc. Contrariamente a quanto si legge spesso, il terreno nei boschi di conifere non sempre risulta essere acido.
Quindi usa tranquillamente le foglie come pacciamatura, sempre con prevalenza di fieno nell’orto e, ripetita iuvant, senza lavorare la terra.

Posso usare il cippato per la pacciamatura dell’orto?

Il cippato è più adatto per pacciamare le piante legnose, perché per loro la mineralizzazione della lignina nel suolo dove affondano le radici è… naturale. Per l’orto ci vuole il fieno.  Tuttavia in natura esiste sempre un certo comporto di adattabilità e una percentuale del 20% di cippato mescolato al fieno non risulta alla mia esperienza che possa peggiorare i risultati.

Ho dello sfalcio di prato verde. Posso usarlo come pacciamatura?

E’ sconsigliato. L’erba verde contiene poche fibre, che sono all’origine della fornitura di energia e di struttura del terreno. Oltre a questo l’ammasso di erba verde impedisce alla terra sottostante di respirare, al contrario di quanto avviene con la pacciamatura di erba secca. I processi di decomposizione dell’erba verde sono azotoriduttivi, in quanto si svolgono in assenza di ossigeno, come avviene nella putrefazione delle carogne animali o delle fibre vegetali nelle “marcite” (il cattivo odore è portato alle narici dall’azoto che evapora in forma ammoniacale), mentre i processi di deterioramento della materia organica che a noi interessano sono quelli ossidoriduttivi, che ritroviamo nel sottobosco o nella prateria. E sono profumati.
Tuttavia uno strato leggero di erba verde sulla pacciamatura di erba secca non comporta controindicazioni.

L’erba tagliata verde e poi fatta seccare è una buona pacciamatura?

L’erba tagliata verde contiene poche fibre quindi non è una buona pacciamatura anche dopo che la si fa seccare. Ciò si evidenzia nel fatto che la massa iniziale di erba verde tagliata si riduce anche di dieci volte seccando. Oltretutto far seccare l’erba verde è difficile in quanto non consente il passaggio di aria attraverso il cumulo.

Come comportarsi quando la pacciamatura si solleva a causa dell’erba che cresce al di sotto?

Se l’erba non fa ancora capolino è sufficiente allettarla camminando sulla pacciamatura.

Come comportarsi quando l’erba fuoriesce dalla pacciamatura?

Finché è poca la si può lasciare, quando invece toglie luce e spazio alle coltivazioni si può usare la pratica del “rimbocco”.
Se quando infili il forcone per rimboccare il fieno risultasse poco lo puoi aggiungere oppure, se hai lo spazio, puoi procedere con la trincea.

Consulta il video-guida 4. Gestione della pacciamatura e dell’erba: “rimbocco” e “trincea” 

La Pacciamatura in Coltivazione Elementare

Foto di Antonella Silvia Recchia

 

Testo e foto di Gian Carlo Cappello. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione