Pomodori in Coltivazione Elementare

(Testi e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione.)

Pomodoro (Solanum lycopersicum)

In Coltivazione Elementare la terra mai lavorata, non diserbata e coperta da una pacciamatura costante di fieno per uno spessore di circa 20 cm consente di coltivare piante di pomodoro sane e produttive con grande facilità, senza dover ricorrere a irrigazioni continue né concimazioni. Oltre a questo, la vigoria ottenuta dalla presenza di pacciamatura consente di scegliere quale coltivare tra una più ampia gamma di varietà e di anticipare l’entrata in produzione, come poi di spingere il termine della fruttificazione oltre i primi freddi.

La semina in semenzaio freddo può avvenire tra febbraio e marzo, ma per il trapianto nell’orto, sempre in zona soleggiata, bisognerà attendere che le temperature si stabilizzino sopra i 10°C notturni.

Pomodori in Coltivazione Elementare

In Natura il pomodoro è una piante strisciante che predilige un portamento ricadente. Il problema del lasciar strisciare a terra la pianta senza alcun sostegno è nella precoce marcescenza dei frutti a contatto del suolo; con il terreno è pacciamato della Coltivazione Elementare il rischio è inferiore, ma comunque la controindicazione non si risolve del tutto. Oltre a questo la crescita orizzontale della folta chioma del pomodoro rende difficoltoso il controllo dell’erba spontanea che rispunta dalla pacciamatura. La miglior condizione di crescita resta quindi quella più naturale, anche se inusuale nelle coltivazioni, cioè il posizionamento sul ciglio del muretto di un terrazzamento dal quale la pianta possa svilupparsi liberamente verso il basso.

La norma resta comunque la realizzazione di strutture atte a sorreggere la chioma mantenendola in posizione eretta. I pomodori a crescita “determinata”, il cui accrescimento si interrompe con la maturazione dei primi frutti, non hanno grossi problemi di auto sostegno, mentre quelli a crescita “indeterminata” possono arrivare ad altezze notevoli e necessitano di tutori. Qualsiasi tutore si scelga resta il problema della legatura. La stozzatura che viene a crearsi ferisce i tessuti esterni del fusto e dei rami (soprattutto di quelli carichi di frutti), quindi ho cercato un sistema di sostegno alternativo e l’ho trovato, indovinate, in Natura!

Prendo dei rami robusti e ben ramificati scegliendone l’altezza in base alle dimensioni della varietà della pianta che dovranno sostenere e ficco in terra la base al momento stesso del trapianto. In genere sono sufficienti tre rami piantati a mo’ di teepee indiano lasciando pomodoro nel centro. Lego le cime con uno spago di fibra naturale che poi avvolgo con spire molto larghe attorno a tutta la struttura sino a terra. La pianta crescerà al centro del teepee e i suoi rami si appoggeranno alle ramificazioni della struttura e alle spire di spago, senza che sia necessaria alcuna legatura.

Pomodori in Coltivazione Elementare

Pomodori in Coltivazione Elementare

Pomodori in Coltivazione Elementare

Quando nell’autunno termina la produzione taglio la pianta alla base (lasciando le radici in terra) e la sfilo dall’interno della struttura di rami per poi stagliuzzarla lasciando i pezzetti sulla pacciamatura. Il teepee resta in piedi, pronto per la coltivazione dell’anno successivo. Se nella parcella voglio invece coltivare altre piante invernali, smonto tutto e ripongo i materiali da una parte, pronti per essere riusati per la piantagione primaverile dei pomodori.

Pomodori in Coltivazione Elementare

Pomodori in Coltivazione Elementare

(Testi e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione.)