Patate in Coltivazione Elementare

(Testi e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione.)

Come coltivi le patate?

La coltivazione convenzionale delle patate comporta, sia nella fase di interramento del tubero che nella raccolta, la distruzione della stratificazione naturale del suolo al pari di un’aratura, vangatura, zappatura.

Le esperienze realizzate in campo mi hanno portato a praticare due modalità di coltivazione della patata alternative al classico interramento:
-nel cassone
-senza interramento

In entrambi i casi la sanità delle piante rispetto alle fitopatie è garantita dalla presenza di erbe spontanee rigogliose tutto intorno al luogo di coltivazione. La biodiversità genera un equilibrio e un’armonia nei quali anche le patate si trovano a far parte, come d’altronde tutte le piante dell’orto. Ciò vale anche per il nemico numero uno delle coltivazioni convenzionali, la dorifora, che da parassita diventa utile agente rigeneratore.

Il cassone

I cassoni sono realizzati con materiale di recupero (vecchie porte e finestre reperibili presso i serramentisti, che se ne liberano volentieri, bancali) e riempiti di terra e sabbia. Le patate vengono leggermente interrate ad una distanza di 30 cm una dall’altra e vengono poi coperte con 50 cm di pacciamatura formata da fieno, ma anche altri materiali vegetali come foglie secche, segatura, cippato o una miscellanea tra di essi. La raccolta non implica la fatica di piegarsi sino a terra.

Patate in Coltivazione Elementare

 

Senza interramento

Questa pratica è di una semplicità imbarazzante. Mi limito a schiacciare l’erba, appoggiare le patate sul terreno intonso e poi coprire tutto con circa 50 cm di pacciamatura formata dai materiali sopraelencati e con le stesse modalità. I vantaggi di non interrarle sono:

-non si rovina la stratificazione del suolo, sia al momento della piantagione che del raccolto;
-le patate non vengono ferite durante la raccolta;
-non vanno pulite dalla terra;
-non vengono perforate dai fusti sotterranei della gramigna

…Ma niente di nuovo sotto il sole! I montanari hanno utilizzato per secoli questo sistema nei pendii scoscesi e rocciosi, arrivando addirittura, per risparmiare la parte commestibile, ad appoggiare al terreno solo la buccia della patata invece del tubero intero per poi ricoprirla come ho descritto. In effetti la gemma che dà origine alla nuova pianta si trova nella buccia ed è facilmente riconoscibile (è collocata nell’avvallamento cosiddetto “occhio”).

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

 

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare

Patate in Coltivazione Elementare Patate in Coltivazione Elementare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testi e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione.