Il Frutteto Elementare

Testo e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione

Queste brevi note non pretendono di esaurire l’argomento. Potete considerarle un vademecum dell’approccio Elementare alla coltivazione degli alberi da frutto.

Esse non riguardano l’oliveto, per il quale ho scritto un articolo specifico, né il vigneto né l’agrumeto, della cui divulgazione ho scelto per ora di non occuparmi perché sono un mondo a sé stante.

Il Frutteto Elementare

 

Gli alberi da frutto vanno potati?

Dopo aver acquistato una pianta non cimata la chioma si formerà naturalmente secondo una morfologia perfetta tale da non richiedere nessun intervento di potatura per tutta la vita della pianta.

 

Perché è così importante non cimare gli alberi da frutto?

La gemma apicale è simile alla torre di controllo di un aeroporto e svolge una funzione di regolazione dei flussi ormonici in tutta la pianta. Una volta asportata con la cimatura la pianta disorientata tenderà a formare una chioma non più rispondente alle necessità di crescita e produzione.

Il termine “potatura”(che secondo i linguisti deriverebbe dal latino “putare”, ovvero nettare, ripulire) è in realtà assimilabile al termine “potabile” riferito all’acqua, entrambi col significato di regolazione dei flussi (dal greco ποτόν, acqua). E’ più coerente riportare il termine “putare” a ciò che concerne il “computo”, il riordinare (computer, in francese: ordinateur). Nel tempo il termine potabile, che designava l’acqua irregimata e condotta ai centri abitati e ai campi attraverso la rete di acquedotti e canali, ha assunto una connotazione positiva arrivando a sovrapporsi, nella percezione comune, al significato di “controllata” e pertanto “sana” e “bevibile”, a differenza dell’acqua di sorgente libera e spontanea e quindi potenzialmente malsana, appunto: non potabile. Allo stesso modo la pratica della potatura, che designava la procedura attraverso la quale le linfe della pianta venivano controllate, è oggi erroneamente ritenuta necessaria e indispensabile per ottenere frutti edibili.

 

Gli alberi da frutto non potati non finiranno per crescere troppo?

Le dimensioni delle piante dipendono dalla varietà, quindi invece di potare è meglio scegliere prima varietà a crescita ridotta. Se necessario si possono trovare nei cataloghi specializzati tante varietà che da adulte arrivano da un minimo di 1,20 m ad altre che crescono fino a 3 m.

 

Le varietà a crescita ridotta sono più deboli e meno produttive?

No, sono altrettanto robuste e produttive quanto quelle a crescita maggiore. E’ il contesto di coltivazione che può rendere qualunque pianta più o meno forte e produttiva.

Gli alberi da frutto devono essere innestati?

Le varietà oggi coltivabili sono il risultato di una millenaria pratica di ibridazione, quindi non mantengono le proprie caratteristiche con la semplice semina. Per ottenere la continuità varietale si è dovuto ricorrere alla propagazione agamica, che consiste nel prendere una porzione di pianta e nell’inserirla in un’altra compatibile che presterà il proprio apparato radicale alla varietà coltivata. Il portainnesto incide fortemente sulla crescita della piante e dovrà essere scelto tra quelli più sperimentati nel tempo. Solo poche varietà possono essere riprodotte senza innesto, come ad esempio le cotogne, il melograno ed altre.

 

Quali sono i criteri per la scelta in vivaio dell’albero da frutto?

1) Indipendentemente dall’età, la pianta non deve aver subito cimature;

2) è preferibile che sia stata coltivata in vaso e che sia ben radicata;

3) solo le piante di un anno (non oltre) possono essere acquistate anche a radice nuda o in zolla;

4) la presenza di frutti sulla pianta e un’eccessiva ricchezza dell’apparato foliare non devono ingannare perché sono il risultato di una forzatura che avrà riverberi negativi dopo il trapianto.

 

Quali sono i criteri per la scelta della varietà?

1) Le dimensioni che la pianta potrà raggiungere con la sua crescita naturale non dovranno creare problemi ad altre piante, edifici o elementi di altro tipo;

2) in climi col rischio di gelate tardive la fruttificazione non dovrà essere troppo precoce;

3) le varietà dovranno essere scalari per distribuire la produzione nell’arco dell’intero anno;

4) le varietà antiche sono generalmente più robuste, ma tendono ad avere alternanza produttiva con anni di carica e scarica.

 

Qual è la corretta procedura di messa a dimora di un albero da frutto?

1) Il terreno non deve essere preparato in alcun modo prima di scavare la buca;

2) la larghezza e la profondità della buca devono essere solo leggermente superiori a quelli del pane di terra della pianta;

3) nella buca non deve essere distribuito alcun tipo di concime né altro materiale drenante, ammendante o simili, né terriccio né cippato;

4) per evitare che le radichette dell’attecchimento si spezzino a causa del movimento basculante indotto dall’azione del vento la pianta necessita di un buon tutoraggio. Il tutore deve essere molto robusto (ad esempio: escludo le cannette di bambù o altre di consistenza analoga). Inoltre, come vedremo nelle note precedenti, il tutore non deve essere collocato a contatto con il fusto della pianta dove provocherebbe ferite alla corteccia e, penetrando direttamente nel pane di terra, alle radici;

5) prima di collocare la pianta il tutore deve essere conficcato sul lato della buca opposto al vento dominante, ad almeno 30 cm in profondità oltre il fondo e il pane di terra della pianta va collocato appoggiandolo al fondo della buca in modo che il colletto della pianta corrisponda al piano della terra;

 

Il Frutteto Elementare

Esempio di piantumazione malfatta, Giardino di Boboli, Firenze. Si noti come il colletto della pianta e le radici immediatamente sottostanti fuoriescano dal piano del terreno, oltre all’assenza di tutore e di pacciamatura.

 

6) il riempimento della circonferenza attorno al pane di terra deve essere effettuato con la stessa terra escavata e la pressione effettuata con un bastone privo di punta per comprimere la terra deve essere progressiva;

7) al termine della compressione, prima di pacciamare, si dovrà annacquare con almeno 5 litri di acqua per rendere omogeneo il terriccio del panetto con la terra circostante;

8) la miglior pacciamatura è di natura legnosa come ad esempio: trinciato di rami e foglie anche mescolati con segatura. La quantità deve corrispondere ad almeno 15 cm di spessore per un metro di diametro e deve essere presente per tutto l’anno, anno dopo anno (n.b.: solo quando la pianta sarà adulta e nell’inverno perderà una sufficiente quantità di foglie, quest’ultime si potranno lasciare a terra senza aggiunta di ulteriore materiale);

9) a questo punto della posa in opera il tutore può essere unito al fusto della pianta all’altezza dell’impalcatura dei rami e più in basso a metà del fusto. Il contatto con la pianta deve essere morbido e la distanza tra il tutore e il fusto della pianta sarà garantita da un distanziatore. Le legature andranno allentate con la crescita della pianta ed eliminate insieme al tutore dopo il terzo anno dalla piantagione.

 

Il Frutteto Elementare

Esempio di distanziatore realizzato con materiale naturale morbido. 

 

10) l’utilità di una siffatta legatura, oltre che per assecondare il movimento imposto dal vento alla pianta senza conseguenze per l’apparato radicale, si evidenzia anche al momento del leggero assestamento iniziale della terra nella buca, quando impedirà che la pianta rimanga “impiccata”, cioè con qualche millimetro di spazio vuoto sotto le radici. La relativa mobilità del distanziatore consentirà al pane di terra di appoggiarsi al fondo mantenendo il contatto con la terra sottostante.

 

A che distanza è meglio piantare gli alberi da frutto?

Una volta venuti a conoscenza della larghezza e dell’altezza finale della varietà della pianta bisogna fare in modo che le chiome non entrino mai in contatto tra di loro e che quelle più alte non ombreggino quelle più basse.

 

Anche gli alberi da frutto, una volta trapiantati, possono -se ben pacciamati- ricevere poca acqua saltuariamente o necessitano di innaffiature consistenti a partire da maggio?

Una buona pacciamatura di foglie e legno triturato ti affranca dalla necessità di annaffiature continue. Tuttavia tieni d’occhio le reazioni della pianta perché le varianti che incidono sul primo anno sono difficilmente prevedibili.

 

In mancanza di legno triturato e foglie va bene il fieno per la pacciamatura degli alberi da frutto? 

Le fibre del fieno inducono alla formazione di un terreno più adatto per le piante erbacee che per quelle legnose; per le piante da frutto la copertura di riferimento è il sottobosco, formato da pezzi di legno e foglie in disgregazione.

 

Il legno triturato può essere di ramaglie fresche di potatura o deve essere di legno secco?

Il legno secco è migliore perché contiene più lignina.

 

Si può usare la segatura di falegnameria per pacciamare sia gli ortaggi che gli alberi da frutto? Se sì, come e quanto?

Si può usare la segatura in minime quantità nell’orto in aggiunta al fieno, in quantità maggiore per le piante da frutto in aggiunta al cippato, foglie o altro materiale legnoso. E’ importante verificare all’origine che la segatura non contenga colle, vernici o altri materiali tossici.

 

Mi ritrovo con degli alberi da frutto già potati. Come mi devo comportare?

Difficilmente le piante già potate possono riformare una morfologia naturale della chioma, quindi bisognerà continuare a potarle anche negli anni a venire. Tutti i materiali di resulta potranno essere triturati e utilizzati come pacciamatura, anche se i rami presentano delle malattie.

 

La mia pianta secerne resina, si tratta di una malattia?

Non necessariamente, il più delle volte è una risposta della pianta alle potature, alle abrasioni (per esempio quelle causate dai decespugliatori alla base della pianta), alle strozzature causate dai legacci e dalle etichette non rimosse.

 

Il Frutteto Elementare

Esempio di produzione di resina 

 

La mia pianta è invasa di formiche, cosa posso fare?

Le formiche transitano sulla pianta sino a raggiungere le uova degli afidi ricoperte di melata. La colonizzazione della pianta da parte degli afidi è causata dall’accumulo di linfe zuccherine in eccesso in alcune parti della pianta indotto dalle potature.

 

Ho ereditato un melo, che è stato iper potato negli anni. È caduto già 2 volte negli ultimi anni, ma l’abbiamo tirato su. Le radici sono davvero striminzite e credo sia dovuto alle potature selvagge subite.  Fa molti frutti, ma ogni anno le foglie si accartocciano e lascia cadere i frutti prima della completa maturazione. Mio padre dice che devo irrorarlo con poltiglia bordolese. Ci sono soluzioni alternative?

 

Il Frutteto Elementare

Foto di Inge Marzia Keli

E’ evidentemente una pianta tutt’ora in sofferenza a causa delle potature e dello sradicamento. Se perde le foglie e i frutti è solo perchè non può permetterseli a causa della riduzione delle radici e di conseguenza dell’afflusso di sostanze nutritive. La fase che sta attraversando mostra una difesa attiva, quindi esprime vitalità. La miglior azione è tutorarla in modo che non possa ondeggiare, così da evitare ulteriori danni all’apparato radicale. Mantenere costantemente una buona pacciamatura di foglie, erba secca, rami triturati e materiale vegetale simile sarà di grande aiuto. Tutte le sostanze che vengono date alle chioma finiscono nel terreno e nel caso di fungicidi si contrasta la formazione di humus.

 

Testo e foto di Gian Carlo Cappello e Mara Lilith Orlandi. ©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione